Lista Appuntamenti aggiornata al 24 maggio

Di seguito la lista degli appuntamenti  pubblici di Claudio Scajola

– oggi giovedì 24 ore 21 ex asilo Oliveto
-Sabato 26 ore 19.30 Palazzetto dell sport per incontri Boxe
-Domenica 27 ore 14.30 partita Rugby campo Baitè

-Martedì 29 ore 17.30 Montegrazie
-Giovedì 31 ore 19.30 aperitivo da Gustó aperto a tutti
-Venerdì 1 ore 21 Incontro con i residenti di Poggi in oratorio
-Sabato 2 ore 19.30 aperitivo Bagni Oneglio per problematiche della Marina di Porto Maurizio

domenico gandolfi area aperta

Domenico Gandolfi: come restituire il Comune ai cittadini (politica e social network)

Sono da oltre 20 anni a Milano, ma nel 2016 ho avuto la possibilità di lavorare un anno da casa dei miei genitori in Liguria, ed è lì che mi è rinato l’interesse per la pubblica amministrazione, per la partecipazione pubblica e in generale per il benestare della mia città natale.

Per chi come me è stato tanti anni lontano, in Liguria sei considerato uno straniero, al pari dei turisti che vengono in visita il fine settimana.

Quindi quando incontro qualcuno che mi riconosce per me è una mezza festa: “Oh, ma guarda non ti riconoscevo, ti sei riempito in volto, eh gli anni passano“, ho subito imparato che invece di rispondere “Ma ti sei visto tu?” è meglio fare una risata e ricordare i bei vecchi tempi.

Dicono che i liguri siano gente chiusa. Forse un po’ deriva dal fatto che in passato i visitatori per lo più non erano molto amichevoli, tra barbari, saraceni e pirati, dopo un po’ anche l’animo più aperto dice basta.

Così se provi a raccontare qualcosa di te, nessun ligure ti ascolta ma se chiedi ai liguri come vanno le cose… non smettono più di parlare.

Questa è la cosa che mi ha contagiato nel mio anno trascorso nel mio paese natale, tutti abbiamo a cuore la città e vederla ben diversa, e in peggio, da quando anche io la vivevo tutti i giorni, invece, il cuore lo spezza.

Non mi dilungherò sulle avversità che la affliggono, ma basti citare metà dei cinema chiusi, teatro chiuso, biblioteca chiusa, palazzo della salute – se piove troppo – chiuso. Ripensandoci, quando dicono che i liguri sono un po’ chiusi probabilmente hanno ragione.

Eppure siamo un popolo di navigatori. Abbiamo anche un museo navale. Questo è aperto, anche alle intemperie, infatti ci piove dentro.

Insomma, metà degli istituti e luoghi di interesse della mia città sono non funzionanti e l’altra metà è attiva e decorosa solo grazie all’impegno di volontari, alcuni volenterosi altri loro malgrado.

E’ triste ammettere che la mia città è lasciata a sé stessa ma la cosa assurda è che non c’è un solo cittadino, dico uno, che tra un rimbrotto e un (doveroso) mugugno non abbia voglia di rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

Ed ecco di cosa vorrei parlare, di amministrazione e partecipazione. L’idea è che per la buona gestione della città, oltre che gli uffici del Comune devono partecipare anche tutti i cittadini.

E i cittadini hanno sempre dato prova di impegno per la città, continuano a far notare le cose che non vanno, ma l’amministrazione non li ascolta, anzi, li taccia come mugognosi o scorretti (e infatti più volte non resta loro che arrangiarsi).

Ma direte voi, anche gli assessori e il sindaco sono cittadini! A quanto pare, nel momento in cui varcano il portone del municipio, tutti questi cittadini si scorporano e diventano parte integrante di una macchina che, per gestire la città, non guarda in faccia nessuno.

Eppure non ci vuole molto a capire che il mondo di oggi è complicato e che dobbiamo sfruttare le competenze di tutti per risolvere i problemi di una città. Pensare di risolvere tutto a porte chiuse è sintomo di superficialità oppure potenziale menefreghismo.

Certo non è solo nella mia città che la comunicazione tra Municipio e cittadino storicamente avviene in un solo senso, cioè dal Municipio verso l’esterno, ma recentemente alcune leggi cambiano questa situazione e permettono al cittadino, per esempio, di richiedere qualsiasi tipo di documento presente negli archivi, purché non soggetto a segreto. Lo sapevate? Ecco, tanto per fare un esempio di comunicazione non efficace …

Io ho fatto una prova e ho chiesto al mio Comune le ultime perizie in materia di sicurezza sulle scuole comunali (ho un figlio che sta per iniziare le scuole elementari). E ho usato tutta la trafila in digitale, dalla compilazione del modulo all’invio tramite mail, il massimo della tecnologia, il massimo della comodità. Mi hanno risposto nei tempi previsti con un “Ci spiace la sua richiesta è troppo generica, bocciata“. Oltre a quello che sto per dirvi, la cosa che per prima mi ha fatto innervosire è questa: mi hanno risposto con una lettera, ricoperta di bolli, raccomandata (che paga il contribuente).

Tralasciando le spese inutili, compreso il tempo di protocollo a mano di una email, è importante far notare che la legge stessa dichiara non ammissibile una risposta generica che invece deve essere debitamente circostanziata, insomma rispondere che la richiesta è troppo generica, oltre alla presa in giro, al dispendio di soldi ed energie invano è pure contro la legge.

Ma non mi sono dato per vinto, così ho deciso ad andare a parlare direttamente all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) che, per chi non lo sapesse, è l’ufficio comunale in cui qualsiasi cittadino può andare e chiedere qualunque cosa. Lo sapevate?

Tra i diritti del cittadino ce ne sono due che spiccano tra gli altri, e sono il diritto di sapere cosa succede e la possibilità di partecipare.

Detto che ho trovato una persona squisita e altri interlocutori altrettanto squisiti che si sono fatti in quattro per capire come aiutarmi, alla fine me ne sono tornato senza nessun documento, perché quelli utili risalgono a 20 anni fa e i prossimi sono stati rimandati fino a quando non passerà una legge sulle strutture anti sismiche (per non fare, giustamente, due volte lo stesso lavoro).

Questo che vi ho raccontato serve a stabilire una cosa ben precisa: non riuscire a far funzionare la macchina amministrativa nonostante l’impegno genuino dei più è un’impresa che lascia amaramente senza parole.

La tanto decantata trasparenza delle amministrazioni locali si cela ancora dietro principi di oltre 50 anni fa e (se vedeste come è fatto il palazzo del Comune ci sta): decisioni a porte chiuse, logiche imperscrutabili e comunicazione assurda.

A proposito di comunicazione assurda, giusto qualche tempo fa un mio amico si lamentava di non riuscire più a leggere le ordinanze del Comune che in nome della trasparenza devono essere pubblicate sul sito del Comune stesso. Ebbene, sempre in nome della trasparenza, le avevano sì pubblicate ma in formato criptato, e per leggerle bisognava passare attraverso un ulteriore programma di decodifica, non esattamente immediato e sicuramente non disponibile, per esempio, da telefonino. Per essere chiari, questa non è trasparenza.

Come restituire il comune ai cittadini

Per restituire il Comune ai cittadini bisogna ripensare totalmente il modo di Comunicare dell’amministrazione perché la città è prima di tutto dei cittadini, e per fare questo occorre avere ben chiaro che:

1) La comunicazione deve essere comprensibile

Cioè mettiamo al bando i documenti criptati, le procedure assurde e i gerghi amministrativi.

2) La comunicazione deve avvenire a due vie, deve essere una conversazione

Non esiste alcuna attività sui social network che prescinda dall’ascolto. I tempi moderni hanno portato una deviazione all’attività di ascolto, che ora si fa più rispondere invece che per capire. Non a caso molte risposte infatti dimostrano di non aver capito nulla.

Ho un figlio di 5 anni che ha il dono di pormi le domande più difficili nei momenti più difficili. A fine giornata, quando ormai sai che devi fare ancora quelle 10-15 cose… ma sai quali sono e vedi già l’orizzonte a forma di coperte e cuscino… quando lui vede che io sono stanco, mi guarda e ride e chiede: perché di notte andiamo a dormire?

Così a freddo non è mica facile rispondere, ma non importa, perché lui non vuole una risposta, la sua è una protesta e vuole solo continuare a giocare. Quindi mi invento le risposte più fantasiose, esclusivamente da ridere, e lui è contento, perché giochiamo ancora un po’, esattamente ciò che vuole.

Questo vuol dire ascoltare per capire e rispondere in modo adeguato.

3) La comunicazione deve avvenire là dove sono i cittadini

E a questa domanda è facile rispondere: sono tutti su Facebook.

Può sembrare una battuta ma non lo è. C’è una associazione nazionale, si chiama PA Social, che riunisce comunicatori e amministratori di ogni livello con lo scopo di riportare la comunicazione della pubblica amministrazione (pa) vicina ai cittadini.

Detto che già ora le leggi suggeriscono a gran voce alle amministrazioni di usare i social network (e le chat) per comunicare, fare questo passo presenta qualche ostacolo di mentalità e professionalità che in ogni caso va risolto.

  • Mancano le professionalità, gli addetti alla trasparenza non sanno nulla di comunicazione
  • Manca l’organizzazione, tutta da studiare (anche se pasocial ne propone una)
  • Manca la volontà, perché ancora il cittadino è visto come il nemico che giudica, valuta e pretende di partecipare

E indovinate un po’… questo è invece il suo lavoro, questo è quanto il cittadino deve fare!

I vantaggi dei social per la pubblica amministrazione

Lo scopo di #pasocial, che ormai si è ingrandita fino a diventare un vero e proprio network divulgativo e operativo su tutto il territorio nazionale, è anche quello di far percepire i vantaggi dell’utilizzo dei social, non solo per il cittadino ma anche per la pa. Immaginate di poter avere il Comune, o meglio, le persone che lavorano in Comune, sui social network, di poterle avere come amici/ contatti e di poter chiedere consigli e informazioni ogni volta che volete, come fareste con i vostri attuali amici.

Tra i vantaggi dell’utilizzo dei social c’è la possibilità di dialogo a due vie in tempo reale e una volta aperto il dialogo, diffidenza e aggressività diminuiscono. La causa della rabbia, della frustrazione e dell’allontanamento dei cittadini dalla pa è spesso il fatto che non si sentono considerati e reputano persino inutile interpellare l’istituzione a loro più vicina.

Va anche considerato che i cittadini comunicano anche tra di loro e spesso capita che trovino da soli la risposta a una domanda posta da qualcuno all’amministrazione. Quando si dice che l’unione fa la forza è proprio questo: la condivisione di competenze e conoscenza spesso risolve i problemi prima ancora che intervengano gli esperti ufficiali. Questo è uno dei principi fondamentali del funzionamento dei social network e altre comunità virtuali.

Un altro vantaggio è che l’amministrazione può monitorare la tensione intorno a specifici argomenti – oltre a scoprire se la cravatta che usano è alla moda o terribilmente pacchiana. Questo vale per il monitoraggio, ovvero quella attività di ascolto che cerca di leggere tra le righe e quindi capire una situazione oltre che rispondere alle esigenze.

Ci sono amministrazioni che non sono abituate a essere giudicate e viviamo in un mondo in cui il giudizio degli altri è la cosa più terribile che ci sia. Ma se tale giudizio si trasforma in suggerimento e aiuto per il bene comune, ben venga!

La città è un’area aperta, ed è prima di tutto dei cittadini, non solo di chi ha un ufficio in Comune. Dobbiamo far valere le competenze e pretendere risposte a tutte le domande che ci viene in mente di fare.

Il compito di noi cittadini è aver cura della nostra città, anche perché, se non lo facciamo noi per primi, non possiamo aspettarci che altri lo facciano al posto nostro.

Quindi bisogna pretendere che l’amministrazione locale ci dia ascolto, pretendere una risposta, chiedere e richiedere finché qualcuno non metterà in moto una macchina in grado di rispondere a una situazione. Esistono uffici e funzioni dedicate al pubblico e, anche se non sono comode come un social network, possono essere sfruttate e spesso risultano decisamente utili.

E questo almeno finché non ci sarà l’atteso cambio di marcia, ovvero una comunicazione che spontaneamente si rivolgerà ai cittadini, li informerà, offrirà servizi comodi e chiederà il loro aiuto quando necessario. Tra non molto.

***

Domenico Gandolfi è nato a Imperia, è autore e giornalista da più decenni, lavora nel complicato mondo del marketing digitale dove cura gli innumerevoli contenuti e servizi che galleggiano sul web. Come autore ha pubblicato fumetti, favole, racconti misteriosi, articoli tecnici, storici e letterari e anche qualche ebook. Tra altre attività, è socio di #PAsocial, l’Associazione Nazionale per la Nuova Comunicazione. Questo articolo è apparso in originale su Linkedin, con il titolo “Come restituire il Comune ai cittadini: storytelling e social network per la politica“.

Claudio Scajola e Area Aperta incontrano gli imperiesi in via Cascione

Via Cascione, il teatro Cavour, la ex sede della Banca d’Italia e gli ascensori. Claudio Scajola e Area Aperta incontrano gli imperiesi.

Claudio Scajola e Area Aperta incontrano gli imperiesi in via Cascione

Via Cascione, il teatro Cavour, gli ascensori e la ex sede della Banca d'Italia: Area Aperta e Claudio Scajola hanno incontrato gli imperiesi

Pubblicato da Area Aperta su giovedì 17 maggio 2018

Giuseppe Fossati, capolista di Area Aperta così commenta l’incontro: “Oggi presentiamo in particolare la nostra lista Area Aperta. Qualche giorno fa c’è stata la presentazione di tutte le liste insieme alla Camera di Commercio, oggi presentiamo in particolare la nostra, un incontro con il nostro candidato sindaco Claudio Scajola, con i nostri simpatizzanti e con i nostri candidati per approfondire con lui alcune tematiche e per fargli conoscere i nostri sostenitori.”

 

giacomo cecchini

Giacomo Cecchini (Cecco) si candida con Area Aperta

Giacomo Cecchini (Cecco) si candida con Area Aperta

Giacomo Cecchini si candida con Area Aperta

Giacomo Cecchini si candida con Area Aperta, la lista civica che sostiene Claudio Scajola come sindaco di Imperia

Pubblicato da Area Aperta su lunedì 14 maggio 2018

Buongiorno a tutti, mi chiamo Giacomo Cecchini, ho 21 anni, ho conseguito la maturità classica al De Amicis di Imperia e dopo circa un anno ho deciso di intraprendere la carriera di imprenditore nel campo oleario, onorando così la mia tradizione familiare.

Fin dalla mia più giovane età sono stato volenteroso di impegnarmi in politica e ho trovato in Giuseppe Fossati, da sempre amico di famiglia, la persona giusta per farlo.

Il nostro è un progetto politico ambizioso ma è nostro dovere scendere in campo per provare a rilanciare Imperia, martoriata dall’inettitudine di un’amministrazione che si è rivelata fallimentare sotto molteplici aspetti.

Ho da sempre colto nei miei coetanei il forte disappunto che manifestano quando si parla della nostra città.
E’ infatti inaccettabile la quasi totale assenza di iniziative per i giovani, sia nel campo lavorativo sia nel campo dello svago. Ho per questo da sempre aperto le porte di casa mia a tutti, organizzando cene e feste per sopperire a queste mancanze.

Ora, giunto a un’età adatta, ho deciso di fare il passo successivo impegnandomi direttamente nella politica locale, con la fortuna di poterlo fare a fianco di di uomini del calibro dell’On. Scajola e di Giuseppe, che oltre a essere leader carismatici saranno per me fonte di certa maturazione politica e umana.

Orlando Baldassarre

Orlando Baldassarre si candida con Area Aperta

Orlando Baldassarre si candida con Area Aperta

Orlando Baldassarre si candida con Area Aperta

Orlando Baldassarre si candida con Area Aperta, la lista civica che sostiene Claudio Scajola come sindaco di Imperia

Pubblicato da Area Aperta su domenica 13 maggio 2018

Orlando Baldassarre si candida con Area Aperta, la lista civica che sostiene Claudio Scajola come sindaco per Imperia.

Giuseppe Falbo si candida con Area Aperta

Giuseppe Falbo si candida con Area Aperta

Giuseppe Falbo si candida con Area Aperta

Giuseppe Falbo si candida con la lista civica Area Aperta che sostiene Claudio Scajola come sindaco di Imperia. Leggi tutto sul sito di Area Aperta -> http://bit.ly/2L2q1vq

Pubblicato da Area Aperta su mercoledì 16 maggio 2018

Imprenditore nel settore igiene ambientale, Giuseppe Falbo è nato a Imperia il 4 maggio 1989.

Diplomato in ragioneria con indirizzo programmatori presso l’I.T.C.G. Ruffini di Imperia.

Nel 2008 fonda la Clean Star, società in cui tuttora lavora come amministratore.

Attivo nel sociale, dal 2010 Giuseppe è presidente dell’associazione di volontariato Il Cuore di Vicky, fondata in ricordo di Vittoria Falbo (Vicky) e che ha come obiettivo quello di sostenere finanziariamente e moralmente le vittime di incidenti stradali colpite da gravi infermità e la vicinanza a famiglie di giovani che hanno perso la vita in tali sciagure.

Giuseppe e i soci dell’associazione organizzano dal 2010 al 2015 al Teatro Cavour spettacoli di danza e canto con la partecipazione di artisti di rilievo nazionale.

A seguito della chiusura del Teatro Cavour (che rallenta la crescita dell’associazione), e vivendo le quotidiane problematiche burocratiche amministrative che affliggono le nostre imprese, Giuseppe decide di contribuire attivamente al rilancio della sua città avvicinandosi all’idea civica lanciata da Giuseppe Fossati.

Con l’esperienza e il pragmatismo maturato in questi anni, Giuseppe punta a fornire un contributo nel sociale e nel rendere più funzionale la macchina amministrativa comunale al fine di Rilanciare Imperia Insieme!

Laura Bonifazio si candida con Area Aperta

Laura Bonifazio si candida con Area Aperta

Laura Bonifazio si candida con Area Aperta la lista civica che sostiene Claudio Scajola come sindaco di Imperia. Leggi tutto sul sito di Area Aperta -> http://bit.ly/2IPJ51B

Pubblicato da Area Aperta su giovedì 17 maggio 2018

Sono una ragazza di 29 anni dal carattere forte e determinato. Mi sono laureata presso la facoltà di Economia in “Scienze del turismo: Impresa, cultura e territorio” indirizzo “Valorizzazione e promozione delle risorse storiche, artistiche e ambientali”.

Sono una persona curiosa a cui piace essere sempre aggiornata ed informata, infatti ho sostenuto anche diversi esami opzionali ed attività extracurriculari.

Lavoro nella grande distribuzione da cinque anni e, dato il mio grande amore per gli animali, da due mi sono specializzata nel settore “Pet”.

Ho partecipato a numerosi convegni e seminari tra cui: i Seminari “Turismo e Web. Chi fa che cosa? E quali novità ci sono?” e “Tra terra e mare: imprese, territorio e turismo nautico”; i Convegni “Turismi in riviera: Il turismo e i suoi mille volti” e “Turismi in riviera: lavorare insieme per una nuova prospettiva”; il Ciclo di seminari “L’armonizzazione contabile degli enti locali e le prospettive della finanza locale” e il Forum “Dieta Mediterranea: uno stile di vita che guarda al futuro”.

Dopo aver ricoperto diverse cariche al suo interno, sono stata anche Presidente del Leo Club Imperia Host (l’associazione giovanile del Lions Club International) dove ho dedicato il mio tempo libero ad attività al servizio della comunità, condividendo ideali di amicizia, generosità e solidarietà.

Ho deciso di accettare la sfida e di far parte della squadra di Giuseppe Fossati “Area Aperta”, mettendoci il massimo impegno e tutto l’entusiasmo, perché credo in questo grande progetto per rilanciare Imperia.

Credo fermamente che se le cose cambieranno sarà anche grazie all’aiuto e alla collaborazione di tutti i cittadini, perché solo insieme si ottengono grandi risultati e si possono cambiare veramente le cose.

domenico gandolfi

Domenico Gandolfi spiega perché vorrebbe il Comune di Imperia su Facebook

Domenico Gandolfi spiega perché vorrebbe il Comune su Facebook

Domenico Gandolfi, perché il Comune deve essere attivo su Facebook

Domenico Gandolfi, candidato con la lista civica Area Aperta per #Imperia, spiega perché vorrebbe che il Comune di Imperia fosse attivo su Facebook e altri social network. #areaaperta #scajola – PA SocialLeggi tutto sul sito di Area Aperta -> http://bit.ly/2wqqFiP

Pubblicato da Area Aperta su mercoledì 9 maggio 2018

I tre concetti chiave delle riforme degli ultimi anni, trasparenza, partecipazione e controllo devono ancora essere messe in pratica negli uffici delle Pubbliche Amministrazioni, in particolare perché trasparenza e anti corruzione sono concetti spesso utilizzati erroneamente come sinonimi.

In realtà la trasparenza è un concetto a uso e consumo di tutti i cittadini, e per attuarla il governo ha chiaramente individuato nei social network la leva necessaria.

La nuova forma di comunicazione pubblica passa attraverso i social network che per essere sfruttati hanno bisogno di nuove professionalità e una riorganizzazione degli uffici di comunicazione, come per altro già proposto da #PASocial, l’Associazione Nazionale per la Nuova Comunicazione.

Con la costituzione di una nuova squadra di comunicazione e l’adozione dei social network come canale di conversazione con i cittadini è possibile comunicare le norme che negli ultimi cinque anni hanno popolato i siti web delle pubbliche amministrazioni con un numero sempre crescente di documenti e informazioni. Queste risorse sono sconosciute ai cittadini perché nessuno le ha mai comunicate.

Lo scopo di una comunicazione più efficace è quello di aumentare gli accessi ai dati per incentivare il controllo civico.

Il controllo ovviamente va fatto in base a delle Carte dei Servizi (in teoria in vigore dal 1995) e in particolare tramite l’accesso civico generalizzato, ovvero la possibilità di richiedere al Comune qualsiasi tipo di documento (a meno di gare e segreto).

Infatti il segnale più forte in questa direzione è stato proprio la riforma Madia che con l’accesso civico generalizzato interviene nel cuore della gestione pubblica. Chiunque può richiedere qualunque documento (a meno di aste e segreto).

In base alle riforme, il cittadino ha diritto di verificare da remoto i tempi di risposta e lo stato di avanzamento di una pratica, ha il diritto di essere riconosciuto dalla sua identità digitale e di essere coinvolto nelle azioni amministrative, fino ad arrivare al giudizio e valutazione dei dirigenti pubblici.

Oltre alle indicazioni degli art 2 decreto 97, art 3 decreto 179, alle indicazioni dell’AGI, ANAC e Consiglio di Stato, pare ovvio che l’adozione dei social network come attivo canale di comunicazione verso il cittadino segue anche il buon senso per molteplici ragioni.

• Il dialogo in un ambiente paritario come i social network prevede un linguaggio comune, comprensibile a tutti.
• La disponibilità all’ascolto spesso rassicura gli animi e crea fiducia
La partecipazione di tutti spesso individua soluzioni altrimenti difficili da escogitare per una sola parte.

In più, se immaginiamo la comunicazione social come una specie di URP virtuale, la partecipazione fa sì che l’amministrazione sia costretta ad aggiornare i cittadini sul proprio operato in qualsiasi momento, non solo una volta ogni tanto.

Il canale social inoltre è un potentissimo strumento di ascolto per migliorare i servizi, prevederne di nuovi ed eliminare quelli inutili.

In sostanza se non si misurano i risultati non è possibile distinguere i successi dei fallimenti se non si distinguono i successi non è possibile premiarli.

Solo dimostrando i risultati si può guadagnare il supporto dei cittadini.

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Domenico Gandolfi è nato a Imperia, è autore e giornalista da più decenni, lavora nel complicato mondo del marketing digitale dove cura gli innumerevoli contenuti e servizi che galleggiano sul web. Come autore ha pubblicato fumetti, favole, racconti misteriosi, articoli tecnici, storici e letterari e anche qualche ebook. Tra altre attività, è socio di #PAsocial, l’Associazione Nazionale per la Nuova Comunicazione.

Giacomo Cecchini (Cecco) presentazione

Mi chiamo Giacomo Cecchini e sono nato a Genova il 12/12/1996 da madre Onegliese e padre Portorino.
Ho conseguito la maturità classica al De Amicis di Imperia e dopo circa un anno ho deciso di intraprendere la carriera di imprenditore nel campo oleario, onorando la mia tradizione famigliare.

Fin dalla più tenera età sono stato volenteroso di impegnarmi nel campo politico e ho trovato in Giuseppe Fossati, da sempre amico di famiglia, la persona giusta per farlo. Oltre alla massima fiducia che ripongo in lui ho avuto infatti modo di notare le sue spiccate capacità organizzative e di leader.

Il nostro è un progetto politico ambizioso, ma è nostro dovere scendere in campo per provare a rilanciare Imperia, martoriata dall’inettitudine di un’amministrazione che si è rivelata fallimentare sotto diversi aspetti.

Ho da sempre colto nei miei coetanei il forte disappunto che manifestano quando si parla della nostra città. È infatti inaccettabile la quasi totale assenza di iniziative per i giovani, sia nel campo lavorativo sia nel campo dello svago.

Ho per questo da sempre aperto le porte di casa mia a tutti, organizzando cene e feste per sopperire a queste mancanze.

Ora, giunto ad un’età adatta, ho deciso di fare il passo successivo impegnandomi direttamente nella politica locale.

Con la fortuna di poterlo fare al fianco di uomini del calibro dell’On. Claudio Scajola e di Giuseppe Fossati, che oltre ad essere leader carismatici saranno per me fonte di certa maturazione politica e umana.