LE EMERGENZE SUI RIFIUTI CHE NESSUNO DICE

LE EMERGENZE SUI RIFIUTI CHE NESSUNO DICE
Le emergenze che la nuova Amministrazione si troverà ad affrontare nell’ambito dei rifiuti sono sostanzialmente due:
– la gestione della raccolta dei RSU (Rifiuti Solidi Urbani) sul nostro territorio, da tre anni ad oggi affidata, dopo la Tradeco, alla Teknoservice con ripetute (più di dieci) Ordinanze Sindacali con palesi dubbi di legittimità;
– lo smaltimento dei rifiuti presso l’unica discarica provinciale nel Comune di Taggia, in via di esaurimento, con la certezza che senza una concreta attuazione del Piano Provinciale dei Rifiuti del 2010 ci porterà tra il 2019 e 2020 a smaltire

  • i rifiuti fuori regione con inevitabili aumenti dei costi.
    Esaminiamo i due casi.
    Nel primo, affidando la GESTIONE dei RSU con continue Ordinanze Sindacali l’attuale Amministrazione ha perso di fatto tre anni senza risolvere il problema e lasciando il Comune di Imperia ad un misero 34% di Raccolta differenziata (per l’anno 2017) contro il 77% di Bordighera, il 70% di Taggia, il 61% di Ospedaletti e di tanti altri comuni sopra il 50% tra cui Santo Stefano, Riva Ligure e Sanremo In quest’ultimo caso è da notare che il costo della raccolta è praticamente raddoppiato oltre il milione di euro al mese di canone. Per giusta informazione Imperia paga ogni mese circa 500.000 euro per un servizio che tutti vedono tra l’altro affidato senza gara europea e mantenendo lo stato di emergenza sanitaria per evitare l’interruzione di pubblico servizio.
    L’affidamento del servizio è il primo importante problema che il Comune di Imperia dovrà affrontare lasciato irrisolto dall’attuale Amministrazione colpevole di non aver individuato un nuovo gestore in modo legittimo e in condizioni chiare e ben strutturate per aumentare la percentuale della raccolta differenziata ed evitare le sanzioni di legge che oggi il Comune continua a pagare. Poi si dice che mancano i soldi. Grazie dunque Capacci e grazie Abbo per la vostra “lungimiranza”.
    Quando finalmente la nuova Amministrazione, certamente più responsabile, dovrà affrontare la questione del porta a porta di certo due dovrà fare attenzione a non commettere di nuovo gli errori del passato e cioè:
    – stop alle consulenze d’oro ai cosiddetti “esperti” nel settore e magari evitando di cercare queste professionalità di nuovo da altre regioni (come nel recente passato dall’Emilia Romagna e dalla
    Lombardia) visto che analoghe conoscenze e competenze si possono trovare ampiamente consolidate anche sul nostro territorio;
    – stop alle Ordinanze Sindacali per passare alla costituzione di una società partecipata del Comune cosiddetta “in house” in grado di assicurare, con opportuno know-out e competenze, il servizio secondo le esigenze dell’Amministrazione garantendo al tempo stesso la tutela dei posti di lavoro ed escludendo prioritariamente il rischio di contenziosi o ricorsi.
    Si dovrà però evitare l’errore commesso a Sanremo dove, per la gestione della raccolta porta a porta,
    il costo è diventato una variabile indipendente, con aumento senza controllo dei costi.
    Occorre recuperare il tempo perso e superare l’attuale gestione in continua emergenza passando ad una nuova gestione affidabile e flessibile per assecondare le esigenze del nostro territorio.
    Passiamo al secondo problema ovvero alla GESTIONE DEI RIFIUTI A LIVELLO PROVINCIALE.
    La Regione Liguria e l’Amministrazione Provinciale hanno in questi ultimi anni trascurato irresponsabilmente l’attuazione del Piano Rifiuti approvato nel 2010 dall’allora Presidente Sappa

Questo Piano prevedeva e prevede, al termine della discarica Lotto 6 nel comune di Taggia, un nuovo impianto d’avanguardia, sempre a Taggia, con recupero spinto di tutte le frazioni recuperabili compreso l’umido e con una limitata discarica di servizio per le sole frazioni non recuperabili.
Purtroppo per colpa della Regione e della Provincia che si sono rimbalzati le responsabilità di chi deve fare cosa si è perso tanto tempo prezioso (quasi due anni) e solo di recente è stato ripreso il Project Financing da cui dovrà seguire una gara a livello europeo, un affidamento (sperando che non ci siano contenziosi) e finalmente le opere per realizzare il nuovo impianto. Ovvero minimo tre anni se tutto andrà bene e visti i tempi della nostra burocrazia.
Nel frattempo l’attuale discarica è al 70% il che significa, in termini di tempo, circa 18-24 mesi di possibile smaltimento in Provincia poi si dovrà portare i rifiuti fuori regione.
In parole povere quando i nostri rifiuti prenderanno l’autostrada per il termo-valorizzatore di Torino o altra destinazione e i costi si alzeranno alle stelle ringrazieremo la Regione Liguria e la Provincia di Imperia che solo dopo un ritardo inaccettabile hanno ripreso concretamente quel percorso, è bene ripetere, già individuato nel dicembre 2010.
Pochi sono al corrente di questo quadro e le attuali Amministrazioni ben si guardano a spiegare questa drammatica prospettiva. E’ ora di dire basta, ci vuole un cambio di direzione e soprattutto una nuova Amministrazione e un Sindaco autorevole e competente, non certo una controfigura di Capacci o Toti